Intervista al direttore: “tre domande al direttore”

1. Direttore, che banca è una BCC, ci si può fidare?

<<Una BCC è una Banca come le grandi Banche, nel senso che fa, sa fare, può fare tutto ciò che fanno le banche “grandi”. Solo che:
  • lo deve fare unicamente sul suo territorio, è “obbligata” a farlo dalla sua natura e dalle norme bancarie che regolano le BCC; non può, ad esempio, raccogliere i soldi dei risparmiatori lucani ed investirli, ad esempio, in Campania, ma deve investirli nella Val d’Agri, nel Potentino, nel Materano, insomma ovunque sia utile sul suo territorio, ma non altrove;
  • lo fa con un senso etico che deriva dalla storia e dal proprio statuto, in cui l’art.  18 rubricato “Criteri ispiratori dell’attività sociale” recita: “Nell’esercizio della sua attività, la Società si ispira ai principi cooperativi della mutualità senza fini di speculazione privata. Essa ha lo scopo di favorire i soci e gli appartenenti alle comunità locali nelle operazioni e nei servizi di banca, perseguendo il miglioramento delle condizioni morali, culturali ed economiche degli stessi e promuovendo lo sviluppo della cooperazione e l’educazione al risparmio e alla previdenza”;
  • non può fare, per statuto ma anche per norme primarie, “finanza per la finanza”, non può fare quindi finanza speculativa;
  • lo scopo mutualistico in una BCC prevale sull’utile “ad ogni costo”.>>

 
2. E della BCC di Laurenzana e Nova Siri, ci si può fidare?

<<Abbiamo un patrimonio di oltre € 29 mln, frutto di oltre 50 anni di sacrifici di generazioni di esponenti aziendali seri e di dipendenti volenterosi, e non intendiamo dissipare questo valore. I nostri numeri indicano solidità e liquidità. E capacità di operare e seguire il territorio, e ampi margini di potenziale espansione. Contiamo nel 2012 di raggiungere e superare la soglia patrimoniale di € 30 mln. Al momento siamo il primo intermediario bancario lucano, quindi con sede legale in Basilicata, per dimensioni operative e patrimonio. Ci si può fidare, certamente. Anche noi siamo “Differenti per forza”, come recita l’oramai noto spot del Credito Cooperativo.>>

  
3. Si parla molto dei “soldi regalati dalla BCE” alle banche e delle difficoltà di accesso al credito. Come si è comportata la vostra Banca al riguardo e che intende fare in questa fase di crisi?

<<Anche noi, per quanto “locali”, abbiamo usufruito della iniezione di liquidità della BCE. In realtà non ne avevamo bisogno, ma lo abbiamo fatto, e con quei soldi abbiamo sostenuto il nostro Paese acquistando titoli (solo) dello Stato Italiano e non restringendo il credito. Infatti la nostra Banca continua ad erogare fidi al territorio, seguendo la sua vocazione locale; è peraltro evidente che in questa fase occorre affinare sempre più la capacità di affidare imprese e famiglie in grado di rimborsare i propri debiti bancari.>>
 
Estratto da “Il Quotidiano della Basilicata”del 14/04/2012